In tutta Italia, nelle iniziative di solidarietà, vive la memoria dei 29 angeli rimasti uccisi nella strage del 18 gennaio 2017
La memoria degli angeli di Rigopiano ci viene incontro ovunque. Per dire: nell’ospedale di Atri (Teramo) c’è l’angolo di Cecilia, perché l’estetista Cecilia Martella a 24 anni era una grandissima fan di J-Ax, proprio dal Vaffanclub è partita una raccolta fondi per il Centro regionale fibrosi cistica.

Ilaria De Biase, 22 anni, la vittima più giovane di Rigopiano – 29 morti il 18 gennaio 2017 nell’hotel sul Gran Sasso travolto e cancellato da una valanga – vive nell’associazione voluta dalla famiglia, il nostro angelo c’è scritto, promuove iniziative di beneficenza.
Per i 40 anni di Emanuele Bonifazi, il receptionist dell’hotel, la famiglia ha pensato a una raccolta fondi per Telethon. Mentre a Chieti c’è un Memorial day intitolato a Dino di Michelangelo, il poliziotto buono morto con la moglie Rina Serraiocco, una giornata di sport, amicizia e ricordo, il pensiero anche a Samuel che si è salvato con gli altri bambini, e questo è un miracolo di Rigopiano.
Le famiglie hanno fatto una scelta d’amore. Non si sono mai fermate. Hanno lavorato per trasformare un grande dolore in solidarietà. E mentre la giustizia muove i suoi passi lenti – il 10 ottobre è iniziato il processo d’appello bis a Perugia – mamme e papà, fratelli e figli così duramente segnati dal dolore hanno deciso di fare qualcosa per gli altri. Per lasciare memoria. Alla fine questo è il desiderio più profondo, per tutti noi. Proprio questo mi ha detto con parole strazianti Diana Aniballi, la mamma di Valentina, parlando della borsa di studio a Mentana: “Così lei sarà ricordata per sempre”.

